Dato che qualcuno mi ha chiesto chiarimenti in merito, li scrivo anche qui. Il problema che ho sollevato ieri, relativo alla CENSURA DI FACEBOOK che ho subito, non ENTRA nel merito di COSA è stato “CENSURATO” da facebook, ENTRA NEL MERITO DI COME FACEBOOK HA AGITO e sono state trattate le informazioni.

Perché vedete, anche in LEGGE, i legislatori, quelli bravi, non si occupano solo di indicare COSA non si può fare. Indicano sopra tutto COME la legge deve essere applicata.

IL COME CAMBIA TUTTO.
Perché il COME è la differenza che fa la differenza.

Il COME, in modo verbale, equivale al TONO, in termini comportamentali è il MODO in cui agiamo e comunichiamo, ed è ciò che ci permette di aprire e arrivare al cuore e alle menti delle persone, oppure di ottenere l’esatto contrario.

Un Classico esempio nei litigi è l’affermazione e chiarimento finale:
“non è COSA hai detto ma COME lo hai detto”.

COME avrebbe potuto comunicare in modo efficace e corretto facebook?

Nell’esempio di ieri, se facebook avesse aggiunto al di sotto, o al massimo anche al di sopra della pubblicazione un commento del tipo:

—- ESEMPIO ———————-
“Attenzione [Nome], ti facciamo presente che un sito indipendente di fact-checking (verifica dei fatti) ha indicato:
• questa immagine
oppure
• questa affermazione
come errata, o contenente informazioni errate.
Aggiungiamo link diretto alla pagina nella quale trovare informazioni verificate più dettagliate a riguardo.
—- FINE ESEMPIO —————

Io avrei pensato: guarda che carini e che servizio.

I più attenti avranno notato che ho scritto “errata” e non “falsa” perché il termine “falso” ha gli stessi problemi di trattazione del termine “vero”. Perché in una realtà in continuo divenire non conviene usare il termine vero come elemento assoluto di verità. Allo stesso modo non conviene usare il termine falso come termine assoluto di falsità. Perché nel tempo sia l’uno che l’altro posso essere smentiti.

Karl Popper ci ha insegnato che possiamo usare per la “conoscenza certa” solo i termini “verificato” e “falsificato”.

Mentre, ripeto, e la ripetizione è la maestra delle capacità: non possiamo usare con assoluta certezza né il termini “vero, verità” né i termini “falso, falsità” perché la “conoscenza certa” è in continuo divenire. E non di rado può capitare che cambi radicalmente.

Vedete il problema è usare vero o falso come aggettivo o sostantivo, invece del participio passato.

Ed i meno avveduti penseranno che sia solo un problema linguistico.

No, perché nella “pragmatica della comunicazione umana” disciplina che studia l’effetto reale e concreto del linguaggio, sulle azioni umane, ha ampiamente dimostrato la drammatica differenza che c’è in determinate situazioni, tra usare sostantivi o aggettivi per descrivere la realtà, ed il comportamento umano, invece dei verbi e forme verbali (che descrivono azioni). Questa è la formula per andare verso un caos cognitivo quasi certo.

Un esempio? Gli psicologi, quelli bravi, sanno che quando usano sostantivi per definire, dividere in categorie le sofferenze umane, CREANO malattie, e aumentano il numero di malati.

Paul Watzlawick, padre della pragmatica della comunicazione umana, eminente esponente del Mental Research Institute di Palo Alto, Stanford University, usava dire: “non dovremmo dire costui è Schizofrenico (aggettivo e sostantivo), o Depresso (aggettivo e sostantivo), perché rischiamo di far credere loro che esista una realtà oggettiva e VERA la fuori. Dovremmo dire, questa è una persona che STA SOFFRENDO (verbo, azione), vediamo come possiamo aiutarla (azioni).

Iniziate a cogliere l’importante distinzione? La realtà è per lo più interpretativa. Poche cose sono realmente oggettive, ed la valutazione dei comportamenti è sempre soggettiva.

Nella psiche umana le parole SE USATE MALE “CREANO” la realtà, invece di essere intermediarie dei sensi, e del continuo mutare del sentire dei sensi.

Dopo questa importante precisazione di “pragmatica e cibernetica”, tornando al testo di esempio che facebook avrebbe dovuto scrivere, faccio notare che ho speso meno di 5 minuti per scrivere un testo che i FANTASTILIONI di Facebook potevano comprare, realizzato anche meglio da un/una Copywriter professionista.

FACEBOOK INVECE:
• ha offuscato l’immagine
• ha inserito la scritta: FALSO
dimostrando così una PREPOTENZA ed un ABUSO DI POTERE PALESE, INSOPPORTABILE, ed una IGNORANZA SOCIALE da BIMBOMINCHIA antisociale (quando ce vo ce vo).

E’ chiaro che Facebook essendo Utente GOD qui può tutto.

Però la questione è che Facebook è un utente GOD ed ha moltissimi sottoutenti solo perché noi troviamo, per ora, ancora gradevole, utile o comodo, essere qui.

Nel momento in cui Facebook GOD inizia sempre più a trasformarsi in TIRANNObook, accade che “anche le formiche si incazzano” e vanno a cercarsi un altro Social più rispettoso DELLE REGOLE SCRITTE E NON SCRITTE DEL VIVERE SOCIALE. E il “non scritto” è il sentito, il sentimento che facebook non sembra essere capace di cogliere.

E prima o poi se Facebook continua a comportarsi in modo PREPOTENTE, delle formiche più bellicose possono decidere di unirsi, ed in forza di legge, fare il culo a stelle e strisce a facebook.

Se poi a proposito di “stelle e strisce” Monabook (perché come usiamo dire a Trieste “bisogna essere proprio Mona” 😅) invece di calpestare una formica pesta i piedi al Presidente degli Stati Uniti, che ha la possibilità di far lavorare schiere di avvocati, magistrati, giudici e funzionari del Ministero della Giustizia americana per fargli un bucio di culo tanto, ecco che il Mark antisociale Socemberg sua illustrissima fecebookgrazia, “Re SOciaL” può rischiare di vedersi smembrata la sua fantastigliosa impresa.

E tutto questo, non perché non è in grado di assumere un Copywriter degno di questo nome. Ma perché non ha la cultura per capire il rispetto necessario da avere nei confronti dei diritti delle altre persone e del buon vivere sociale.

E l’ignoranza, qualunque essa sia, prima o poi si paga, sempre.

Anche perché, con un minimo di EMPATIA, un bambino di 10 anni, se ben educato, avrebbe saputo come comportarsi.

Ricordatevi il COME SI FANNO E SI DICONO LE COSE CAMBIA SEMPRE TUTTO!

Con il TONO (cioè il COME, quindi il MODO) GIUSTO, si può dire tutto.

Con il TONO (cioè il COME, quindi il MODO) SBAGLIATO, non solo non si riesce a dire nulla, si fanno anche un sacco di danni.

L’EDUCAZIONE, cioè la CULTURA, quindi la CIVILTÀ, consiste nel trovare il TONO (COME, MODO) GIUSTO.