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Questa mattina mi sono svegliato con un pensiero in testa: “Voglio imparare a desiderare e pensare al futuro agendo nel presente“. In questo articolo parlerò di due aspetti fondamentali del linguaggio interno. Il primo è relativo alla parola Voglio, il secondo è relativo ai pensieri rivolti al passato ai ricordi e al futuro, alle aspettative (desideri) e bisogni.

La parola VOGLIO spesso viene sprogrammata dal linguaggio dei bambini. Quando gli adulti rispondono al piccoli desideri insistenti (alle volte chiamati capricci) ad esempio con il detto:

l’erba voglio cresce solo nel giardino del Re“,

in realtà si stanno facendo due importanti danni educativi. Il primo è comunicare al bambino di evitare di usare la parola Voglio, ed il secondo che lui non è un Re e quindi lo si sminuisce. Mentre studiando come funziona la comunicazione interna uno dei detti più sentiti è: essere Re nel proprio Regno. Una frase che aiuta tantissimo a ricostruire la propria autostima, e quanto siamo importanti per noi stessi.
Vediamo adesso perchè dire “l’erba voglio…” e questa educazione può danneggiare la comunicazione interna. Come dicevo la parola VOGLIO è potentissima e magica. La PNL (programmazione neuro linguistica) ci insegna, detta molto semplicisticamente, che con le parole che noi stessi ci diciamo internamente ci autoprogrammiamo, e le parole che ci vengono dall’esterno ci influenzano, quindi condizionano (il funzionamento del nostro pensiero). Tenendo conto degli insegnamenti della PNL ci si accorge che il verbo VOLERE è fondamentale nel proprio linguaggio perchè definisce chiaramente l’intenzione di una SCELTA e proietta la mente verso azioni e pensieri atti a procurare ciò che abbiamo comandato alla nostra mente di VOLER ottenere/raggiungere/essere. Per qualcuno sembrerà una cosa ovvia, per altri invece recuperare nel proprio linguaggio la parola VOGLIO è una grande conquista è l’inizio del vero cambiamento.

Man mano che rifletto sui meccanismi del cambiamento mi accorgo di momenti e parole chiave che almeno per me segnano dei cambiamenti profondi. L’altro aspetto di cui volevo parlare è sempre legato alla parola VOGLIO, ed è relativo ai pensieri rivolti al passato (ricordi) e pensieri rivolti al futuro (aspettative, desideri). Ci sono persone in continuazione i propri pensieri sono rivolti al passato, ai ricordi, che si trascinano dietro un fiume di immagini, emozioni, episodi, ed in continuazione tutto quello che gli accade lo relazionano, confrontano, e gli fanno scattare ricordi e pensieri rivolti al passato. Spesso chi è in questa condizione nemmeno si accorge di esserci, perchè è dentro il proprio Matrix, dentro il proprio mondo. Se ne può accorgere solamente se qualcuno glielo fa notare più e più volte, mostrandogli che esiste un modo diverso di vedere e rapportarsi, e relazionarsi agli eventi.

Quando si è per cosiddire proiettati verso il passato diventa davvero difficile progettare, programmare il proprio futuro, ed il perchè salta agli occhi. Con un metafora è come camminare lungo una strada sconosciuta all’incontrario, per dietro, lanciando i propri occhi e sguardi soprattutto al percoso fatto invece che a quello che sta per arrivare e soprattutto, dimenticandosi completamente di quali sono le metè che si vuole raggiungere, gli obiettivi. Capite ora l’importanza di pensare al futuro e al presente? Capite l’importanza di imporre alla propria mente un modo di pensare rivolto alle proprie mete future e presenti, rivolto verso ciò che desideriamo, quindi rivolto a ciò che si VUOLE.

Ne consegue che chi pensa rivolto verso il passato, relazionando tutto con il passato e con i ricordi, viaggia portandosi dietro un bagaglio sempre più ingombrante, per qualcuno un vero e proprio fardello. C’è una bella frase che spiega bene questo atteggiamento ed è più o meno così detta a modo mio:

guardare al passato una volta, vuol dire ricordare, ripensarci due volte vuol dire rimuginare, ripensarci più volte vuol dire concentrarsi sui rimorsi e rimpianti.

Come dicevo pocanzi, concentrarsi solo sul passato, toglie tempo, energia, pensieri, quindi vita, probabilmente alla cosa più importante, ovvero a pensare e decidere come si vuole essere nel presente e nel futuro, a pensare come raggiungere i propri obiettivi, le proprie mente, a scoprire quali sono le cose che si vuole ottenerere per il proprio futuro e presente. Il cambiamento è quindi radicale. Il primo atteggiamento verso il passato di fa vivere reagendo a situazioni e condizionamenti esterni. Sempre usando una metafora, e come galleggiare in un fiume guardando all’indietro. Così non si sa nemmeno se si va a sbattere e contro a cosa, e non si sa nemmeno dove il fiume (la vita) ci sta portando. Mentre proiettare la mente nel prensente e nel futuro permette di nuotare nel fiume verso ciò che ci interessa di più, che attira la nostra attenzione, curiosità, e ci fa nascere desideri, voglie. E ci permette di evitare di andare a sbattere contro quello che la vita ci porta incontro.

La PNL mostra come le PAROLE riprogrammano tutto il nostro pensiero interno. Ovviamente non solo solo le singole parole, ma anche le strutture, le frasi, i verbi gli aggettivi, e come li usiamo, quindi come ci parliamo internamente e come parliamo esternamente. Oggi Volevo mostrare quando importante è usare la parola VOGLIO.

Nel 2000, quando ho scoperto la PNL, ho scoperto che non sapevo nemmeno cosa VOLEVO, cosa desideravo, e da allora mi sono incamminato in questo lungo viaggio di scoperte meravigliose e avventurose. La prima cosa che ho scoperto è stato che la DECISIONE è un muscolo e che non si ha deciso veramente se non si AGISCE, se non si compie una azione verso quello che si è deciso.

Oggi ho capito che c’è qualcosa che viene prima della DECISIONE, e chi sta imparando ad allenare il muscolo della DECISIONE troverà molto utile come esercizio recuperare l’uso del verbo VOGLIO. Provate ad usarlo in continuazione per ogni piccola cosa. Provate a dirvelo internamente, Voglio questo, Voglio che accada quello, Voglio fare, essere eccetera. La vostra mente si riprogrammerà perchè per lei ogni vostro desiderio è un ordine. E cercherà internamente ed esternamente a voi tutte le risorse per farvi otternere ciò che desiderate, ciò che avete impartito di raggingere.

Qualcuno lo chiama potere di attrazione, io personalmente lo chiamo riprogrammazione.

Lo step sucessivo è capire che ci sono VOGLIO e VOGLIO, alcuni indotti dalla pubblicità dalla cultura consumistica che ci fanno concentrare sulle cose, sull’avere, spostando energie e attenzione sui bisogni principali, quelli che ci fanno vivere bene con noi stessi. Anche questo è un percorso di apprendimento fondamentale, ed un semplice articolo, scritto di getto di domenica mattina difficilmente può contenere. Il mio desiderio era di condividere con voi le mie personali scoperte (che altro non sono che riscoperte di cose già scritte da altri forse in modo diverso) sulla comunicazione.

Mi riprometto di sistemare questo articolo appena ho finito di ridipingere le pareti di casa 😉 eh eh.