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Uccelli migratori (ASCOLTA POST AUDIO)

Oggi ho assistito ad uno dei più bei spettacoli della natura. Mentre lavoravo al computer, davanti alla vetrata che da sul balcone e sul panorama esterno, la pineta adiacente al porto di Koper, stormi di uccelli migratori  volavano veloci sopra la pineta. Un albero più alto di tutti gli altri, almeno del doppio, color verde giallo, a foglie larghe e rami dritti, attirava gli interi stormi di uccelli che riempivano il cielo. Come nuvole attratte da una calamita verde, tutti gli uccelli si fermavano su quel albero che ondeggiava nell’aria, mosso dalla bora stranamente calda di ottobre. Poi, d’un tratto, un refolo più forte degli altri smuove e fa ondeggiare maggiormente l’albero e gli uccelli, tutti insieme, escono dall’albero in una esplosione di vita e forme e di movimento! Davvero emozionante. E’ bellissimo vedere come si muovono nell’aria veloci questi piccoli e leggeri uccellini, formando come delle bolle che si allargano e si contraggono, come in una danza, giocando col vento. Gli unici scontenti penso siano le mosche, i moscerini e altri insetti svolazzanti. Ma questa è la natura, meravigliosa e terribile allo stesso tempo. La danza degli stormi nell’aria esprime la gioia degli uccelli che si cibano, volteggiando nell’aria, prima di attraversare il mare; e forse il godimento per quegli uomini che sanno apprezzare questa bellezza, ma anche la morte di molti insetti volanti. Personalmente gioisco dello stupore che mi infonde il veder nuotare leggeri e veloci nell’aria questi piccoli esseri. Invidio il loro saper volare, ed il loro seguire l’estate, il caldo è la rigogliosità della natura data dalle stagioni più feconde e ricche. Questo mi fa pensare che tutto quello di cui spesso ci circondiamo, casa, ufficio, lavoro, ci tiene come cani legati con una catena ad un palo, oltre la cui estensione massima pensiamo di non poter andare. Gli uccelli migratori ogni anno ritornano e mi ricordano, con il loro viaggiare, che l’estate non è finita, si è solo spostata, e che si può seguire. Mi ricordano che il mondo è grande e pieno di opportunità che si possono incontrare lungo la strada, è che non serve avere chissà quale dote o ricchezza per goderne, viaggiarci, scoprirlo e conoscerlo. Questi piccoli esseri pesano poche centinaia di grammi, due o trecento volte più piccoli e leggeri di me, eppure con le loro piccole forze, e con quello che gli offre la natura sorvolano continenti e mari. Mi ricordano quante incredibili risorse abbiamo dentro di noi che siamo centinaia di volte più forti e intelligenti di loro, ma ci siamo rinchiusi da soli come uccelli in gabbia. Mi ricordano che si può saper godere della rigogliosità dei posti, quando questa sboccia, che esistono altre possibilità, altri modi di vivere, fuori dallo schema dell’uomo orologio, parte di un ingranaggio. Come affermava Albert Einstein, legarsi ad un posto, ad una nazione è una illusione. Folle, aggiungerei io. Una idea che non ci fa godere del pianeta intero. Già il mondo di per se è un sistema, uno spazio FINITO. Perchè rinchiudersi dentro un uno spazio migliaia di volte più piccolo e finito? Come una casa, una ufficio, una fabbrica, un centro commerciale, una città, uno stato.

Vi auguro orizzonti molto più larghi.