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Circa 2000 anni fa in Francia, cioè quella che i romani chiamavano Gallia i Galli non conoscevano la scrittura, o meglio questa era prerogativa della casta dei druidi, una sorta di sacerdoti, che utilizzavano l’alfabeto greco. Per il resto tutto era tramandato oralmente dai bardi.
I bardi erano i conservatori del sapere del popolo, quindi venivano istruiti per memorizzare tutte le tradizioni e i miti del popolo. In alcune regioni erano distinguibili dagli altri due ordini per uno speciale mantello che indossavano.
Nella società gaelica e gallica, un bardo era un poeta professionista, impegnato nel comporre elogi per il proprio lord. Se questo datore di lavoro si rifiutava di pagare il compenso stabilito, il bardo componeva una satira. Nelle altre società europee, la stessa funzione era completamente ricoperta da scaldi, menestrelli e rapsodi.

Quindi le storie ed i miti venivano tramandati per lo più oralmente. Mi viene in mente a questo punto quella storia del treno che passa vicino ad una montagna e ad un certo punto un passeggero sente cadere forse un sassolino sul tetto. Il vicino gli chiede cos’è successo e lui gli risponde, forse è caduto un sassolino sul tetto. Il passeggero accanto al vicino incuriosito chiede cosa è successo e lui gli risponde che è caduto un sasso sul tetto. Il passeggero dietro che ascolta riferisce al suo compagno di viaggio che è caduto un masso sul tetto del treno. La notizia si diffonde sul treno di passa parola in passa parola. Alla fine del treno il sassolino è diventato una frana. Questa storia mi ricorda sempre di prestare una certa diffidenza alle storie tramandate oralmente ;-).