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Un amico con cui mi piace filosofeggiare ha scritto su FB:

“mentre fino la rivoluzione industriale c’erano lotte e guerre pesantissime, il tutto avveniva nel campo da gioco, senza che questo venisse praticamente toccato. Ora l’umanità oltre a lottare e guerreggiare nel campo da gioco sta distruggendo il campo da gioco stesso”

Stavamo discutendo relativamente al comportamento  della Monsanto che ai nostri occhi ci può sembrare spregiudicato.

Forse in termini geologici, possiamo vedere la Monsanto come uno dei tentativi (per noi non dei più felici, o errato) di dominare l’ambiente (forse in un delirio di onnipotenza) attraverso quello che o l’ovvio step successivo dell’evoluzione della vita, ovvero il controllo stesso della evoluzione attraverso la manipolazione cosciente del codice genetico per dominare l’ambiente (OGM).

Possiamo vedere che la vita procede per errori anche attraverso le mutazioni che sono in genere errori casuali di trasmissione del codice ereditario genetico, e laddove questo errore sia vantaggioso nell’ambiente circostante diventa un carattere trasmesso alle future generazioni. Pertanto l’errore è insito nel processo evolutivo. Detto questo la Monsanto possiamo vederla come una spinta in avanti frenetica del controllo dell’ambiente, che al nostro punto di vista ci appare come un’avanzare a tutti i costi anche a discapito di una parte di se stessa cioè dei suoi acquirenti/consumatori/clienti. Mentre un’altra parte dell’uomo, dell’umanità, vuole in qualche modo vivere in armonia con l’ambiente, o quanto meno essere molto più prudente e cauto con l’ambiente stesso e con l’uso di piante geneticamente modificate.

Possiamo vedere questo come il riflesso della complessa identità sociale dell’uomo. Elementi contraddittori sono presenti nel singolo, e sono amplificati a livello sociale.

Personalmente nelle idee apocalittiche in tutta franchezza temo di più un meteorite che la Monsanto, forse perché mi illudo che la Monsanto può essere fermata, o nel giro di un paio di generazioni potrebbe anche sparire com’è successo ad altre dinastie mercantili.

Mentre un meteorite non abbiamo modo di fermarlo. Tutto sommato, in termini apocalittici, anche la teoria dell’inversione magnetica mi appare più apocalittica della Monsanto visto che dagli studi dei carotaggi dei ghiacci, dopo l’ultima inversione magnetica della terra ci sono stati sul pianeta terra più di 200 anni di piogge!! Un vero e proprio diluvio universale ai nostri occhi. O comunque un clima inglese globale insopportabile per noi nati e cresciuti in climi e latitudini più temperate e soleggiate.

Sempre in base alla teoria dello slittamente l’Antartide, che prima di tale evento era un posto temperato diventò quello che conosciamo ed il polo nord si sposto di migliaia di chilometri. La teoria spiega che la terrestre che sta come un semisolido o solido sopra un fluido (magma), a causa delle glaciazioni, modificò gli equilibri di massa sulla crosta terreste. E come se noi proviamo a far girare una palla, se a questa attacchiamo con un adesivo un peso ne cambieremmo il comportamento. La crosta terrestre della terra ruota sopra un fluido, il magma, che ha una sua viscosità. Se ricordo bene la teoria questa afferma che quando la massa dei ghiacci crebbe a dismisura in una parte del globlo, questa avrebbe potuto compromettere il rapporto tra la viscosità del magma e la crosta terrestre, facendo slittare la crosta (come galleggiando) sopra il magma fino al raggiungimento di un nuovo punto di equilibrio tra le forze.

Questa teoria appariva anche ad Alert Einstein una semplice, chiara ed elegante spiegazione di vari enigmi irrisolti. Solo che se risultasse vero lo slittamento avrebbe spostato lo crosta terrestre di migliaia di chilometri. Cosa che spiegherebbe il congelamento praticamente istantaneo dei Mammut, che dagli studi effettuati sembra siano passati da un ambiente temperato, perché nei Mammut erba nello stomaco appena mangiata a -60 gradi in pochissimo tempo, praticamente istanti. Considerando la pazzesca velocità di rotazione della terra, questo evento geologico se esiste e si ripetesse la Monsanto a confronto potrebbe sembrare solo una formica fastidiosa. Comunque in attesa di smentite o verifiche di tali teorie, meglio occuparsi delle odiose formiche.

Relativamente al cambiamenti meno repentini del clima, vorrei ricordare che mio nonno mi raccontava che quando lui era piccolo il fiume Isonzo congelava completamente, ed anche il golfo di Trieste. Il padre della mia compagna quando congelava il golfo qui a Koper (Capodistria) vi andava tranquillamente sopra in Bici. Ora se il golfo congelasse il prossimo inverno questo evento cimatico ci potrebbe sembrare uno sconvolgimento climatico.

Tuttavia in termini di temperature è più facile che accada proprio il contrario, perché stiamo correndo verso uno picco di surriscaldamento. Questo ce lo ha raccontato molto bene James Balog a Ted.com


Guardando i grafici del video al minuto 7, si vede che sono relativi a cambiamenti geologici, intervalli di 100mila anni, solo che quello che stiamo facendo ha accelerato e spinto il picco attuale oltre quanto abbiamo fin’ora potuto studiare.

Fin’ora la terra essendo un ecosistema dinamico ha sempre reagito con i sui tempi geologici i mutamenti dell’ecosistema. Mi ricordi di aver letto le affermazioni del premio Nobel sulla meteorologia in un libro di Piergiorgio Odifreddi che non erano a tal riguardo né ottimistiche né incoraggianti. Ricordo anche che da altri studi che ho letto, la formazione di uragani molto potenti (livello 4 o 5) potrebbe quintuplicarsi nei prossimi anni, a causa dell’energia prodotta dal surriscaldamento climatico.

Alla fine de libro di Piero e Alberto Angela sull’evoluzione dell’uomo, viene presentata una teoria molto interessante ovvero che possiamo considerare che l’evoluzione abbia dato origine alla vita che a sua volta spinta dall’evoluzione abbia generato l’intelligenza e l’intelligenza stia prendendo le redini dei cardini dell’evoluzione. Aggiungendo alcuni tasselli letti da quanto scritto da Gregory Bateson ovvero che spinge a considerare l’ambiente o meglio l’interazione, la relazione con l’ambiente parte stessa del processo, e introducendo anche quando abbiamo appreso dalla cibernetica, che ci insegna di andare oltre al mero determinismo, allora possiamo spingerci a vedere una struttura cibernetica che mette in relazione: evoluzione, vita, intelligenza, ambiente, cibernetica In tal senso (cioè di relazione con l’ambiente) possiamo vedere che la nostra espansione come specie ha già creato estinzioni e cambiamenti ambientali di vasta portata.

Gregory Bateson (forse l’Archimede del ‘900) ha affermato che noi non potremmo sopravvivere alla sopraffazione del nostro ambiente. Questo potrebbe portarci a vedere il comportamento della Monsanto di turno come un tentativo di sopraffazione dell’ambiente. Chissà se la sua visione di Bateson era ed è verosimile? Oppure escludeva la possibilità che l’evoluzione stessa comprendesse una fase di annessione di controllo e dominio dell’ambiente stesso? Anche perché per gli neuroscienziati, questa è la funzione di base dei sensi e del cervello, che visti come un tutt’uno hanno la funzione di controllare i nostri movimenti nell’ambiente cercando di dominarlo, evitando di essere dominati e sopraffatti.

In fin dei conti una delle fantasie più sfrenate dei racconti di fantascienza è la trasformazione di mondi inospitali alla vita in altri pianeta terra. Chissà se questa proiezione apparirà ingenua in futuro perché proietteremo la nostra essenza, la nostra coscienza all’interno di macchine sofisticate che non hanno i nostri problemi biologici, che potranno tranquillamente vivere migliaia di anni anche in condizioni estreme. Del resto siamo già atterrati su Marte in quanto macchine controllate a distanza, perché le macchine sono più robuste e resistenti di noi. Leggevo una scoperta a mio avviso piccola quando importante in tal senso, dei laboratori hanno realizzato un materiale che ha le proprietà elastiche di un muscolo solo 200 volte più potente. Questo apre la strada verso una futuribile e probabile costruzione di esoscheletri estremamente forti rispetto alla forza di un uomo.

Forse per sfuggire ai cataclismi e guidati dal nostro naturale desiderio di dominare l’ambiente circostante,  non colonizzeremo altri pianeti come essere biologici come ci conosciamo, forse tra 100 o 200 o 1000 anni guarderanno la nostra fantascienza come noi guardiamo con tenerezza la rappresentazione del primo viaggio sulla luna.

Alcune di teste teorie sembrano fantascienza, eppure vorrei ricordare che negli Stati Uniti da tempo si può far congelare il proprio cadavere o solo la propria testa. Pagando dai 150mila dollari in su una azienda ti mantiene in congelatore in attesa che la scienza trovi il modo di riportanti in vita. Ovviamente in tal senso affrontiamo uno dei problemi classici della filosofia, il tema dell’essere, affrontato anche nel film “Ghost in the Shell”, cioè se la memoria che è quanto noi crediamo sia la nostra identità è essa stessa fatta da legami chimici all’interno del cervello, se questi legami chimici all’interno del cervello possono essere congelati e ripristinati, anche l’identità stessa può essere ripristinata? E se può essere ripristinata può essere trasferita? L’azienda che tiene criogenizzati i cadaveri ovviamente investe nella direzione dello studio di tecniche di ripristino. Sicuramente è un pioniere di una nuova frontiera, e probabilmente l’idea che abbiamo della nostra colonizzazione stellare non è detto che sia così come ce la immaginiamo biologicamente parlando. Insomma se potessero inserire la mia coscienza ed essenza in un essere biomeccanico 200 o più volte più forte, capace di volare, e centinaia di volte più resistente agli sbalzi termici, adatto ai viaggi spaziali siderali, con la possibilità di nutrirmi di energia solare, elettrica o atomica, con sensi oltre ad ogni possibile immaginazione, cioè con i sensi artificiali che abbiamo già realizzato, io credo che ne sarei molto attratto.
Con questo voglio intendere (ma potrei sbagliarmi di grosso) è che in termini evolutivi potrebbe essere più semplice o costruire intorno a noi esoscheletri e noi infilarci dentro, o trasferire la nostra coscienza su quello che sono già le nostre creature più potenti. Uno dei due padri di Google non molti anni fa disse ad un’intervista che i problemi dell’intelligenza artificiale sono abbastanza risolvibili. Anni prima uno di questi alla domanda: non penserete di copiarvi tutti internet per indicizzarlo: rispose, lo stiamo già facendo.
Mi fermo qui perché quando si parla di evoluzione l’argomento è davvero ampio e l’unico modo è guardarlo dall’alto, cercando di avere piccoli indizi dal terreno. E poi come affermo spesso le nostre previsioni sul futuro a lungo termine esercizi mentali divertenti, purtroppo dalla statistica davvero scarsa di successo, perché le variabili sono talmente tante che maneggiare questa complessità e cosa davvero da scalatori di vetri.