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Da oggi entro a far parte della Blogsfera. Un po’ per necessità un po’ per curiosità. Se ripenso che ho iniziato a lavorare con internet nel lontano ormai 1996 presso la SE.T.A di Gorizia un ex VOL Point (Video On Line) e primo internet provider della cittadina mi accorgo che ho un po trascurato certe evoluzioni della rete. Mi ero concentrato su altri sviluppi ovvero del fenomeno del low cost dei prodotti media artistici e culturali nel web, più precisamente dello stock images. La mia necessità di aprire un blog è data dal desiderio di pubblicare riflessioni e osservazioni relative la comunicazione visiva di cui mi occupo quotidianamente per lavoro. Inoltre da tempo sento la necessità di pubblicare le mie poesie, la mia collezione di citazioni che cresce di giorno in giorno, alcune considerazioni e articoli e recensioni su argomenti vari che mi appassionano come il ballo, la musica, la storia, l’etimologia e la divulgazione della conoscenza. Mi domando cosa diventerà il mio blog? Un sito di notizie, recensioni, segnalazioni e citazioni? Un diario? Entrambe le cose? Mi sovvengono alcune parole sull’importanza di tenere un diario se non ricordo male di Anthony Robbins che suonavano pressappoco così: una vita che non è degna di essere scritta, ricordata, non è degna di essere vissuta (rileggerò presto Anthony così potrò riportare la citazione esatta).

Tuttavia continuo a domandarmi come faranno in tanti: perchè un altro Blog?
Mi verrebbero in mente tante risposte oltre alle necessità che ho già scritto, eppure quella che sento più calda è questa. Ho recentemente imparato da Carlos, un argentino dal quale sto studiando il Tango come invitare a ballare una donna senza ricevere mai un rifiuto. Eppure ballo dall’età di 12 anni break dance, electric boogie, hip hop, dance. Tuttavia solo recentemente, da 4 anni ho iniziato a ballare balli di coppia, più precisamente la salsa, la bachata e il merengue i quali insegno con grande passione da 3 anni introducendo spesso novità (semplificazioni) nel metodo di insegnamento. Come mai è dovuto venire un argentino alla mia suonata (eheh) età di 35 anni ad insegnarmi come invitare a ballare una donna?
Per quanto potrà sembrare assurdo la risposta la si può trovare nello stesso problema che assillava Archimede (come anche i padri della PNL come magari racconterò in un altro post) ovvero la questione della divulgazione. Negli ultimi anni della sua vita Archimede, prima che i Romani lo uccidessero privando l’umanità di uno dei più grandi geni di tutti i tempi, sentiva forte la necessità di tramandare il suo sapere. Scelse la formula di formare dei discepoli che lavorando e studiando al suo fianco avrebbero imparato e in seguito tramandato il suo sapere. La storia ci mostra come la sua scelta fu inadeguata (forse oggi diremmo sotto dimensionata ;-). Per mano della rozza spada romana molto del suo sapere andò perso, ci vollero centinaia di anni per riconquistarlo, riscoprirlo. Cosa c’entra questo col ballo e col Blog? 20 anni di musica dance hanno distrutto il sapere dei nostri nonni relativamente al ballo di coppia come cultura generale. La generazione nata negli anni 60 si è emancipata a ritmo di rock, psicadelia, funk e infine la dance perdendo velocemente il ballo di coppia. I fratelli maggiori della generazione nata negli anni 70 è cresciuta ballando dance e nessuno a saputo tramandare ai fratelli minori nulla del ballo di coppia. Mi ricordo solo un eco lontano, ovvero una frase che mi dicevano di tanto in tanto malinconicamente i ragazzi più grandi: “chi sa ballare in coppia non è mai solo” intesto per gli uomini ovviamente. Quindi delle tecniche del ballo di coppia, comprese le piccole e grandi intuizioni, strategie e tutta la cultura che si portava dietro (come ad esempio invitare a ballare una donna senza ricevere un rifiuto) non sono state praticamente tramandate. Le nuove generazioni ignorano totalmente che il ballo di coppia ha una funzione sociale potentissima. Quale? Il ballo di coppia è l’unica attività umana oltre al sesso dove un uomo (parlo per il genere che rappresento ma si può estendere tranquillamente al femminile) ha tra le braccia una donna e si diverte per ore. Inoltre è una attività ludica, sociale, artistica e aerobica. Spiegerò in seguito in un altro post come il ballo di coppia abbia anche una funzione di ammortizzatore sociale relativamente alla gestione del rifiuto da parte di una donna nei confronti di un uomo (e viceversa) e come assolva perfettamente alla funzione di strumento perfetto di socializzazione tra i due sessi. Spiegherò anche come i padri delle discoteche come Gavioli e Gianni Fabbri erano perfettamente consci del problema che aveva generato la dance come ballo di singoli e come hanno cercato di risolverlo senza riuscirvi.
Questa esperienza mi ha fatto capire come certe conoscenze non tramandate vadano perse, non per sempre ma per intere generazioni (le quali non ne hanno goduto). Ora posso rispondere alla domanda: “Perchè un’altro Blog?”
Carlos ha insegnato a me come invitare una donna a ballare senza ricevere un rifiuto in pochi minuti. Se mi fossi domandato: “Perchè un altro corso.. di ballo in questo caso” non ne sarei probabilmente venuto a conoscenza così, in quel giorno, in quel modo. Per questo muovo i miei passi da divulgatore anche nel web.

Ah non ho detto come si invita a ballare una donna senza ricevere un rifiuto :-)…. questo sarà oggetto di un prossimo ed approfondito post. ;-).