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16 Giugno 2009 – Paypal con una mail mi informa cheA causa di un errore tecnico, non hai ricevuto il tuo buono spesa.” me ne inviano uno con relative scuse.
Lodi a Paypal che ha letto “spero” la segnalazione che gli avevo fatto inviandogli il link del mio blog. In genere queste grandi aziende non rispondono nemmeno al cliente. Quindi con queste righe pubblico il mio apprezzamento a Paypal per aver affrontato la questione, in modo molto inglese devo dire ma decisamente apprezzato dal sottoscritto. Spero francamente che se la cosa che mi è capitata a me sia capitata anche ad altri iscritti, questi poi siano stati contattati allo stesso modo.

11 Giugno 2009 – Ecco la Storia:
Paypal mi invita via mail a sottopormi ad un loro sondaggio promettendomi un buono di 10€ nel caso in cui avessi completato il sondaggio, io in buona fede e attirato dalla ricompensa effettuo il sondaccio e cosa mi succede? Rispondo al sondaggio in buona fede, mi informo prima del regolamento, do tutte le informazioni e i miei dati e dei suggerimenti e loro non mi pagano? Perchè? Perchè scopro poi che forse le mie risposte forse non soddisfacevano“i requisiti necessari alla corretta compilazione del sondaggio”

Dicendolo con una metafora è come se io dicessi a un fruttivendolo, se mi dai 10 mele soddisfacenti e conformi alla bontà io te le pago, guarda però che ti chiedo come sono. Il fruttivendolo accetta e inizia a darmene una per una, io prima di mangiarle gli chiedo? Ma è buona? Guarda che puoi anche rispondere “Non so/Non voglio rispondere” senza avvisarlo che se risponde così non l’avrei pagato. Lui di tanto in tanto mi risponde “Non so” pensando di rispondere Non so, mica Non voglio, in fin dei conti mica può sapere se tutte le Mele sono soddisfacenti alle mie papille gustative! Io mangio la prima mela, la seconda, tutte e 10. Quando arrivo alla decima mela, lui mi chiede il conto e io gli rispondo. Le tue risposte non erano soddisfacenti. Intanto io con la pancia bella piena me ne vado come dice un proverbio “con la botte piena e la moglie ubriaca”, e il fruttivendolo fottuto!

Per dirla in modo molto moderno e attuale, quelli di Paypal non conoscono le teorie postfordiste ;-/ !

paypal-mail

clicca sull'immagine per vedere il testo della mail

Leggi tutta la storia e cosa dicono le teorie postfordiste

Come ho detto giusto sopra effettuo il sondaggio rispondendo a tutte le domande con le possibilità datemi e alla fine avrei dovuto ricevere un CODICE valente come buono spesa di 10€. Rispondo alle domande, invio suggerimenti come richiesto, do informazioni, dalle quali loro trarranno dati statisticamente utili per i loro affari (poi vedremo cosa dice il postfordismo di questo) e alla fine dell’accordo avendo eseguito tutto PayPal mi risponde NO CODE AVAILABLE. In pratica non mi danno nessun codice ma si sono presi i miei dati utili per le loro statistiche.

PayPay_no-cod

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A questo punto vado a rileggermi il regolamento del sondaggio dove in un fumosissimo punto 2 che qui riporto

paypal-regole

allarga click image

2. Al destinatario di questa email viene richiesta la compilazione del sondaggio. Per ricompensare tale attività, PayPal conferirà ai partecipanti al sondaggio che soddisfino i requisiti necessari alla corretta compilazione del sondaggio in tutte le sue sezioni, un buono di € 10 da utilizzare in uno dei negozi elencati sul sito web www.youraward.net (il “Buono“).

Paypal asserisce che il buono viene dato solo ai partecipanti che soddisfino i requisiti necessari alla corretta compilazione del sondaggio in tutte le sue sezioni. Considerando il fatto che il sondaggio presentava delle domande con risposte singole e multiple, compresa la risposta: “Non So/non voglio rispondere”.
Questa risposta duplice risposta infatti coincideva in una unica opzione di scelta. A questo punto desumo che per quelli di PayPal se “Non So” rispondere ad una loro domanda per loro vuol anche dire che “Non voglio rispondere” e di conseguenza che la mia risposta/e non soddisfa
“i requisiti necessari alla corretta compilazione del sondaggio in tutte le sue sezioni”.

Sarebbe stato corretto, e dico corretto per non usare la parola truffaldino, indicare al punto 2 del regolamento che la ricompensa dell’attività di risposta al loro sondaggio Paypal conferirà ai partecipanti che rispondano a tutte le domande “chiuse” (cioè alle quali si può rispondere solamente selezionando un ceck button o un radio button, con delle informazioni utili, dove per non utile si intende la risposta Non So, Non voglio rispondere. Mentre per le domande semi-aperte o aperte ovvero, quelle dove il partecipante può rispondere con un commento mi sembra di buon senso che questa opzione di “non utilità” non può essere salomonicamente applicata.

In definitva la sostanza non toglie che Paypal mette in atto un sondaggio nel quale fa lavorare i propri inscritti attirando con la promessa di 10€ per l’attività di risposta. Poi realizza un regolamento lacunoso e un sondaggio che ti da la possibilità di rispondere in buona fede infrangendo il regolamento redatto da loro in modo tale da invalidare l’accordo per l’ottenimento della ricompensa. Comunque loro i dati se li prendono e non te li pagano.

Cosa dice il postfordismo o i postfordisti a riguardo.

Ci sono delle teorie economiche o filosofico/politiche/etico/sociali/economiche, vedete voi come le volete chiamare, che stanno girando da anni ormai e spiegano alcune cose davvero interessanti sulla equa ridistribuzione del reddito e del valore. Sono teorie che affrontano seriamente l’iniquità della concentrazione di capitali in poche mani a discapito dei molti. Una di queste afferma che una persona per ricevere pubblicità dovrebbe essere pagata per ricevere le informazioni perchè come tutti e dico tutti sanno il tempo è denaro, quindi io azienda che ti invio un messaggio pubblicitario occupo il tuo tempo per darti una informazione. Questo vuol dire che le televisioni, i Cinema, i cartelloni stradali che mi bombardano di pubblicità MAI RICHIESTA devono pagare anche me che li leggo. Cioè che ci deve essere una ridistribuzione del reddito fatto da queste aziende per inviarmi la pubblicità di cui non ho fatto richiesta, sopprattuto nel caso di cartellonistica stradale. Le TV private o Google ad una cosa del genere risponderebbero, usi il mio servizio accettando di ricevere messaggi pubblicitari, altrimenti evita di usarlo.

Un’altra teoria è quella della ridistribuzione del reddito. Ogni cittadino di uno stato deve ricevere una somma minima di soppravvivenza come ridistribuzione del reddito acquisito dalle tasse, un po’ come se lo stato fosse una grande cooperativa. Se una delle prime voci di utilizzo delle tasse fosse una ridistribuzione equo sociale ad esempio di 300€ a testa al mese per ognuno, poveri e ricchi, oltre ad ogni altro importo e reddito che uno ha, allora lo stato si organizzerebbe di conseguenza sia per quanto riguarda le tasse che la ridistribuzione. Inoltre questo dividendo di ridistribuzione dovrebbe essere inalienabili, essere dato in quanto cittadino dello stato. Il fatto poi che uno stato sia in deficit è una questione di incapacità governativa, ma guarda caso i soldi per certe cose si trovano sempre e le protezioni ai potentati continuano. Oligarghie che sfruttano e si arricchiscono a discapito della moltitudine. Se sei più bravo a fare reddito, bene, ma questa bravura mai deve portare gli altri cittadini all’impossibilità di spostenersi e sopravvivere e mai devono essere abbandonati a se stessi. Cioè bisogna evitare che i capaci spremano lo stato come un limone senza tornare agli altri una parte di quello che grazie alla loro intelligenza, furbizia, abilità sono stati in grado di spremere.

Un’altra teoria è quella del valore dell’informazione. Le informazioni hanno un valore (un valore enorme) e quindi lo scambio di informazioni deve essere retribuito, pagato, quindi possiamo dire usando sempre il vecchio proverbio che le informazioni sono denaro.

A scuola abbiamo studiato la rivoluzione Industriale ma ne sono seguite altre, descritte ampiamente dagli storici, l’ultima delle quali si chiama l’era dell’Informazione che è in pieno svolgimento. Se pensate che 2 studenti dal nulla hanno creato una delle più potenti e influenti aziede al mondo “Google” fruttando le informazioni altrui, capirete quanto valgono le informazioni.

Quindi per fare un esempio se io vado in un ristorante e mi siedo, pago il fatto di essermi seduto, pago le pietanze e pago il servizio. Ok accetto tutto questo, ma se il cammeriere o il cuoco mi chiedono se tutto era buono e di mio gradimento, questa informazione serve loro per migliorare il loro servizio, ha un valore e quindi mi deve essere pagata allo stesso modo nel quale io pago il loro servizio. Questa è RIDISTRIBUZIONE DEL VALORE! Una EQUA ridistribuzione di ciò che ha valore. Vuol dire rispetto reciproco nello scambio di beni, tempo e informazioni.

A pensarci bene queste teorie vanno al di là di quanto proposto da Jeremy Rifkin nel suo libro La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale e l’avvento del post-mercato (Baldini&Castoldi, 1995)

E’ evidente che quelli di PayPal non sanno assolutamente niente di tutto ciò o fanno finta di non sapere altrimenti eviterebbero di trattare i propri sottoscritti ai loro servizi come sopra descritto, mangiandogli le mele senza pagargliele! ;-/
PASSATE PAROLA.