Seleziona una pagina

La vista, come l’udito possono essere educati.

Come ho scritto già nell’articolo “Come arricchirsi, come diventare ricchi.”

gli Eschimesi hanno decine e decine di parole diverse per definire il bianco della neve, e per loro questa diversità risulta fondamentale per sopravvivere, perchè riconoscere una sfumatura di bianco rispetto un’altra può voler dire evitare di cadere in un crepaccio nascosto e quindi evitare pericoli mortali e rimanere vivi.

Per quanto riguarda l’udito nella mia vita molte votle ho potuto verificare che la percezione auditiva di molte (spesso me compreso) è molto approssimativa. La prima volta che mi è balzata all’orecchio fu quando io ed il mio carissimo amico Alessandro abbiamo inziato a tirare giù le parti di chitarra dalle audiocassette. In pratica in sala prove decidevamo quali brani avremmo studiato e suonato per la prossima volta, poi ognuno per se se, a casa propria, se lo tirava giù a orecchio. Il problema era che la mia versione e quella di Alessandro a volte differivano. Come? Io ero più pignolo sulle note da suonare, Alessandro badava più al sound che suonasse per così dire simile. Probabilmente Alessandro in questo modo stava meno tempo a tirare giù il brano, e forse anche per questo ancora oggi è molto più Jukebox di me. E devo anche riconoscergli che con minor strumentazione ha sempre creato suono più caldi e mediosi dei miei.

Un’altra situazione nella quale notai l’ineducazione all’ascolto fu durante le studio e apprendimento delle lingue a scuola.  Nonostante lo sforzo di alcuni insegnanti per farci percepire i suoni corretti delle parole nuove, i risultanti erano abbastanza pessimi. In realtà nessuno ci insegnò nulla di fonetica.

Il maggior balzo congnitivo lo feci quando decisi di studiare arrangiamento, e per fare questo andai a lavorare per uno dei migliori arrangiatori italiani, che poi scoprii anche essere una delle persone in Italia e forse anche in europa, se non nel mondo, che ha avuto modo di educare le sue orecchie in un modo che ha dello stratosferico; sto parlando di Massimo Varini.

Per definire il livello di sensibilità di percezione di Massimo posso citare alcune vicende che ho vissuto con lui. Quando Massimo ascoltava i provini audio di qualche artista sapeva riconoscere quale marca di riverbero era stata usata sulla voce.

Le orecchie di Massimo inoltre furono usate dall’ingegnere che inventò l’olofonia. Furono usate da Brunetti per costruire varie strumentazioni. Furono usate dalla EKO per costruire chitarre, e furono usate da moltissimi artisti italiani e quando dico tanti sono davvero tantissimi.

Essendo io molto auditivo, lavorare con Massimo è stata una goduria assoluta per le mie orecchie. E’ come aver avuto uno dei migliori trainer al mondo per migliorare la mia percezione auditiva. Mi ha insegnato ad ascoltare cose che prima ignoravo l’esistenza, come a riconoscere il primo rimbalzo del delay in una stanza. Questa la racconto spesso perché in percezione auditiva, quando riesci a scoprire e percepire un suono nuovo o una percezione nuova poi la senti dappertutto. Tant’è che per una settimana quando mi chiamavano mi giravo poi istintivamente verso il primo rimbalzo invece che verso la persona.

Massimo mi ha insegnato ad ascoltare i suoni, gli strumenti, la diversità dei microfoni, dei cavi, i rumori. Insomma mi ha aperto le orecchie ad un universo di suoni e possibilità e mi ha mostrato la strada per arrivare ad un livello nettamente superiore di percezione di ascolto musicale. Questa cultura è un grandissimo patrimonio. Ricordo le lezioni di ascolto durante le lezioni di musica alle elmentari. Non erano davvero nulla rispetto a quanto ho potuto imparare con Massimo Varini lavorando in studio con lui.

Tornando al discorso delle lingue, quando ho inziato a frequentare la mia compagna Suzana, di nazionalità slovena, ho imparato a riconoscere e dividere i fonemi relativi alla “C, S,” dolci, dure, alle diverse “Z” e a pronunciare l’H.

Gli sloveni parlano molto meglio di noi l’Inglese, e questo è un dato di fatto, grazie:

  • alla maggior precisione grafologica e fonetica dell’alfabeto sloveno,
  • al fatto che la maggiorparte dei film inglesi non sono doppiati (sono con i sottotitoli).

Tuttavia mi capita ogni tanto di avere delle discussioni sui fonemi con la mia compagna Suzana e sua figlia Liza. Io a causa del dialetto Goriziano (una sorta di Triestino Istriano) sbaglio ancora spesso l’uso delle “S”, perché mi vengono da usare più spesso i suoni del dialetto che quelli corretti Sloveni.

Mentre Loro a volte per quanto riguarda l’Inglese pensano di sentire un suono, mentre per essere pignoli il fonema è diverso. Ora badate bene che la mia pronuncia di inglese è pessima, prima o poi prenderò lezioni di dizione, ma la mia percezione dei fonemi è di ottima qualità ;-), finchè l’udito mi regge.

Sogno per un attimo: immaginatevi se quanto ho imparato in termini di ascolto con Massimo Varini fosse insegnato a scuola, che ricchezza musicale in più avremmo in Italia? …Utopia? …cmq Grazie Mille Massimo.

Ps. Bontà dei suoi giovani e begl’occhi Liza vede molto meglio di Suzana e me (che ormai non ho più i dodici decimi di quando avevo 18 anni) , e Suzana percepisce molto meglio di me le emozioni e i sentimenti delle persone, bontà della sue capacità empatiche.
Mi sembra giusto dare a Cesare quel che è di Liza e Suzana (Cesare sarà contento ahah).