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Stiamo assistendo ad un passaggio generazionale quello del libro cartaceo al digitale, sarà lento, forse ci vorranno circa 5 o 6 generazioni. Dopo forse alla 4 o 5 generazione apparirà chiara e forte una esigenza: la digitalizzazione completa.

Quando un giorno finalmente il grande mercato si accorgerà che i computer possono parlare, e leggere, e che le persone possono video-audio leggere molto più velocemente che in modo tradizionale, allora tutti si accorgeranno di una cosa evidente, macroscopica: che la maggiorparte dei libri tecnici sono impaginati male. Non certo per rendere più fluente e fruibile l’apprendimento di quanto impaginato.

Molti di quelli che vivranno a cavallo della transazione, si arrabbieranno, imprecheranno, compreso il sottoscritto che reimpagina tutti i libri tecnici analogici per fruirli in modo digitale attraverso la video-audio lettura veloce digitale.

Perchè sono impaginati così? Avendo studiato a scuola come si impaginano libri cartacei, vi posso dire che il motivo è meramente economico. Impaginano così per risparmiare carta, per fare in modo che i libri vengano stampati entro certi criteri, ignoti in genere ai lettori.

Uno di questo è dato dal fatto che i libri rilegati hanno piegature e rilegature di 16 pagine alla volta. Questo comporta che se l’impaginatore, durante la sua impaginazione, alla fine del libro, sfora un blocco di 16 pagine, e gli viene del testo nella diciasettesima, troverà il modo di evitarlo. Perché questo vorrebbe dire avere altre 15 pagine bianche poi nel libro.

OK, questo va parzialmente bene per la carta. Ma quando un libro viene fruito digitalmente, la logica è diversa.

Quando le nuove generazioni cresceranno a scuola con banchi, lavagne e quaderni elettronici, questa inutile logica di impaginazione sparirà. E le nuove generazioni si accorgeranno di quanto sia lento usare un libro cartaceo invece di uno digitale, nel quale è possibile cercare del testo, una parola, facendo una semplice ricerca nelle pagine, in modo istantaneo. Senza dover sfogliare e cercare con gli occhi!

Serviranno alcune generazioni per far diventare il cambiamento globale in uno stato, in una nazione. Ma quando quelli che fruivano i libri cartacei saranno tutti morti, e le generazioni esistenti sarano cresciute studiando contenuti digitali, a quel punto l’esigenza della totale digitalizzazione sarà forte, collettiva e necessaria.

Forse poi ci vorranno altre generazioni di impaginazione di contenuti. Perché ora che siamo alla prima generazione la tendenza è quella di trasportare i libri cartacei in digitale così com’erano. E la maggiorparte dei dispositivi spessono seguono inutile politiche di protezione (DRM) che non rendono i contenuti velocemente fruibili, in modalità che molti ora ignorano: ad esempio riaggregando i contenuti per classi di ricerca.

Ancora adesso usiamo i libri come muli da soma, e usiamo il computer come un mezzo stupido che fa funzioni semplici. Voglio spingermi ancora più in la con la mia previsione: avere un OS stile Jarvis di IronMan non resterà solo una cosa da fumetti, o film fantasy stile Marvel. L’uomo disegna quello che desidera, poi vi tende, fino a realizzarlo. Basta guardare i quadri futuristi degli anni 20 e 30 del novecento per rendersene conto.

A questo punto della riflessione, quello di cui mi sto rendendo sempre di più conto è un’altra cosa, e che durante queste transizioni, le differenze nel mondo saranno sempre di più tra chi ha accesso in modo avanzato alla conoscenza e chi no.

Firmato un avanguardista che si digitalizza (e a volte reimpagina) tutti i libri di saggistica e tecnici cartacei che non trova da leggere già digitali.