Seleziona una pagina

Siamo in Mongolia nella regione Ordos. In lingua mongola Ordos significa “palazzi”. Siamo forse difronte ad un caso di nomeomen metropolitano?

Ordos City la chiamano la città fantasma, che propriamente fantasma non è. Non è completamente spospolata, come certe altre città nel mondo. E il motivo per cui la chiamano fantasma non è causato da uno spopolameto o da un incidente nucleare come a Chernobyl, o Fukushima. Il motivo per cui la città risulta disabitata è dato dalla speculazione economica, quella che viene chiamata bolla immobiliare cinese.

Vediamo di capirne un po’ di più. Ordos ha un clima freddo, semi-arido, caratterizzato da inverni lunghi, freddi e molto secchi, ed estati molto calde ed umide, con venti forti in primavera. Tutta la regione conta poco più di 1 milione e 900 mila abitanti. Come mai hanno costruito Kangbashi, un quartiere di Ordos, un’area enorme, costruita per ospitare circa un milione di persone, che non sono arrivate?

Per quale motivo?

Per capire il fenomeno di Ordos City ci aiuta sapere che Ordos è una delle regioni più ricche della Cina con un reddito pro-capite di 14.500 US dollari (fonte del 2008).
La regione è molto ricca di risorse naturali, ha ben un sesto della riserva di carbone di tutta la Cina.
La sua economia si basa su settore tessile (lana), carbone minerario, petrolchimico, energia elettrica generazione e la produzione di materiali da costruzione. (fonte wiki eng).

La politica locale della regione di Ordos ha stimolato l’investimento nel settore immobiliare, e milioni di yuan di profitti prodotti attraverso l’enorme industria del carbone si sono per così dire calcestrutturizzati.

In rete ho letto che successivamente il governo centrale cinese, nel tentativo di evitare e ridurre le speculazioni immobiliari, vietò l’acquisto di una terza casa. Tuttavia questo non è una spiegazione sufficiente per spiegare perché i cinesi o mongoli, non solo non hanno comprato una prima casa ad Ordos city, ma nemmeno affittato nel nuovissimo quartire di Kangbashi.

Una risposta chiarificante arriva non dalle spiegazioni politiche ma dalla semplice saggezza popolare, e ci da una spiegazione più pratica del problema. Un tassista di Ordos dice: «Perché dovrei vivere qui? Non c’è lavoro né business né fabbriche. Solo funzionari del governo che guidano le loro costose macchine straniere».

Penso che se avranno la lungimiranza di investire nella cultura e conoscenza invece che (come diciamo noi italiani) “nel mattone”, se risciranno a creare un polo universitario e di ricerca, le industrie e le società di servizi arriveranno, e Ordos City prenderà vita.

Ho uno strano senso di meraviglia verso queste storture cinesi, come i 100km di coda in autostrada. O come nei loro film molto simbolici, nei quali esprimono il culto della moltitudine, in un modo che per ora non ho visto in nessun’altra cultura.