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E’ proprio lui Mike Patton, cantante dei “Faith No More” qui in veste orchestrale, che canta in italiano “IL Cielo In Una Stanza” di Gino Paoli.

Mike rispetto ai “Faith No More” è entrato in un’altra dimensione. Anche se questo percorso artistico è possibile intravvederlo già nella discografia del gruppo Originario di San Francisco, scioltosi nel 1998 (e riunitosi nel 2009, dopo ben 11 anni di inattività).

Qui lo possiamo ascoltare accompagnato da un’orchestra di 40 elementi, questo suo progetto del 2010 intitolato “Mondo Cane”, reinterpretava grandi classici della canzone italiana.

Ma come mai Mike Patton canta in italiano? Lo racconta in una intervista del 29 marzo 2010 su artistdirect.com:

Ho sposato una italiana, e ho dovuto fare conoscenza… (con i suoi)…

In pratica, è iniziato imparando la lingua, perché la sua famiglia ed i suoi genitori non parlano inglese. Così ho dovuto imparare la loro lingua, e così ho fatto. Più a lungo trascorri in un posto come quello, e ne vieni realmente risucchiato. Davvero ti coinvolge e ti fa sentire come uno di loro.

Aggiungo una nota di colore. In quegli anni io con i miei più cari amici suonavamo in una band a Gorizia, facevamo un Rock Progressivo suonato in modo inprobabile. Tutti noi ascoltavamo i Faith No More” e un giorno Danilo (che suonava il basso) tira fuori una foto e ci dice, “o muli (traduco dal dialetto = ragazzi) guardate chi c’è in questa foto? E’ il cantante dei Faith No More, si è sposato con una ragazza di Monfalcone, e  la cosa ci fece molto ridere. Perché? Perché le ragazze di Monfalcone, per noi goriziani, hanno una strana alchimia, hanno la fama di essere tanto belle quanto grezze, e per questo per noi “metallari” sono divertenti (e interessanti). Vengono considerate tra le più belle d’Italia, forse grazie alla mescolanza tra le popolazioni dell’est europa, del nord e sud Italia.

Nell’intervista racconta un aneddoto interessante, che l’ha aiutato ad innamorarsi della lingua e cultura italiana.

Là Se dici “Ciao!” loro ti rispondono “Oh mio Dio, è fantastico! Sei italiano!”.

Non è come in Francia, dove dici “Bonjour” e loro ti rispondono “No, no, no, è Bonjouuurrrr”.

Non sono mai stato così accettato come lo sono stato in Italia semplicemente dicendo poche parole. Mi ha fatto proprio sentire come se fossi uno di loro. […]

Quando vivi all’estero […] non vuoi essere lo straniero, vuoi far parte della vita di tutti i giorni e non vuoi che la gente ti guardi strano. Per questo cerchi modi per amalgamarti, è una vera sfida. Io ce l’ho fatta, imparando la lingua abbastanza bene per poi immergermi totalmente nella scena musicale.

Per quanto riguarda la lingua e la sua pronuncia vorrei far notare che da americano ha imparato la “R” all’italiana davvero molto bene (cosa per loro spesso molto difficile) e le usa come fosse un suono di uno strumento (come si può ascoltare nel video).

Ma com’è gli è venuto in mente a Mike Patton di fare un disco italiano?

[…] quando ho vissuto in Italia circa sette o otto anni fa. Ero alla ricerca di musica italiana. Per essere onesti, ero alla ricerca di band moderne, e non c’era molto che mi ha emozionato. Mi ricordo che ero seduto nel mio appartamento sudare il culo un giorno d’estate, e c’era la stazione radio che ha suonava solo musica vecchia.

Ho messo una cassetta su ed ho registrato tutte queste trasmissioni radio che suonavano tutta questa merda incredibile. Voglio dire un sacco faceva schifo, ma una parte è stata veramente sorprendente. Penso che sia in cui il tutto è iniziato a conoscere l’Italia, per conoscere il modo in cui fanno musica, quali sono i loro punti di forza e quali no. […]

Sono così rimasto affascinato da (una parte della) musica anni ’60 e ’70, ecco da dove arriva il disco dei Mondo Cane. […]

Chi è Mike Pitton per dare un così attengo giudizio sulla musica italiana?

Cantante e leader dei Fait No More, fondati nel 1982 e arrivati nel 1989 al successo internazionale con l’album The Real Thing, Mike Pitton spesso viene accreditato come uno dei maggiori ispiratori del genere e movimento Nu Metal. I Fait No More sono stati tra i primi a combinare Metal con ritmiche di chitarre distorte e grancassa a doppio pedale con strofe rap e ritornelli melodici.

Successivamente e fino al 1998 hanno prodotto musica con fusioni new wave, jazz, funk, soul e rock progressivo.

 

Riferimenti:
intervista del 29 marzo 2010 su artistdirect.com