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Edward Deming

Edwards Deming

Oggi con grande stupore vedo su internet che, a quanto pare, nessun libro del Dr. Deming sia mai stato tradotto in Italiano.
Cosa c’è di strano in questo? Anche questo è sicuramente uno dei motivi dell’arretratezza non solo industriale ma anche culturale dell’Italia. Vediamo per quale motivo.

William Edwards Deming, nato negli Stati Uniti il 14 ottobre del 1900, dopo la seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1950, già esperto per gli studi sul miglioramento della produzione negli Stati Uniti, venne mandato dal generale “MacArthur” in Giappone perchè il paese era talmente devastato dalla guerra che mettersi in contatto telefonicamente con quel paese risultava una impresa ardua. Deming esperto del controllo di qualità non andò ad insegnare ai giapponesi chissà quale dettaglio tecnico di produzione, ma su richiesta dell’Unione scienziati e tecnici giapponesi, gli insegnò i suoi stessi princìpi di controllo totale di qualità.
In estrema sintesi si trattava di una efficace, e per quel tempo, rivoluzionaria convinzione basilare relativa al costante e continuo incremento della qualità, basato sull’insegnamento di quattordici princìpi. Questi insegnamenti già nel dopoguerra diventarono il fondamento di tutte le decisioni prese da ogni azienda nipponica multinazionale di successo, e visti i risultati, risulterebbero rivoluzionari in Italia oggi. In definitiva ciò che Deming insegnò loro cambiò il corso della storia del Giappone portandolo dallo sfascio più totale della seconda guerra mondiale a diventare una delle nazioni tecnologicamente più evolute e potenti al mondo. Cosa insegnò Deming ai Giapponesi? Troviamo appena un piccolo assaggio nel libro di Anthony Robbins “Awake the Giant Within” tradotto in italiano nel 1992:

Anthony Robbins

L’intima credenza è semplicemente questa: un continuo, eterno impegno ad aumentare costantemente, ogni singolo giorno, la qualità dei prodotti in ogni aspetto dell’azienda avrebbe dato loro la possibilità di dominare i mercati di tutto il mondo. Deming insegnò che la qualità non è solo questione di soddisfare un certo standard, ma è piuttosto un processo vivo e palpitante di continuo miglioramento. Deming promise loro che, se avessero seguito fedelmente i suoi insegnamenti, nel giro di cinque anni avrebbero inondato il mondo con i loro prodotti di qualità e in dieci o vent’anni sarebbero diventati una delle maggiori potenze economiche del mondo. (Tratto dal libro di Anthony)

I giapponesi 60 anni fa invece di pensare che fossero concetti deliranti, gli credettero ed ebbero ragione. Nel 1959 il Giappone isituì il Premio Nazionale Deming che è il maggiore onore che una impresa possa ricevere. Il premio è consegnato, attraverso una cerimonia trasmessa in TV, all’impresa che ha ottenuto il livello più alto di miglioramento della qualità dei prodotti, del servizio, del managemet e del sostegno al lavoratore. Ok, in Giappone i lavoratori non sono proprio “assistiti” come in Italia, anche se oggi i nostri sindacati hanno perso buona parte del loro potere e a confronto l’Italia non ha lo sviluppo tecnologico e qualità dei servizi (pensiamo a quello ferroviario per esempio) di quelli giapponesi. I principi insegnati da Deming hanno innescato il grande cambiamento nipponico e per questo fu sempre riverito e rispettato, anche dopo la sua morte (1993), come il padre del miracolo giapponese.

Ma gli insegnamenti di Deming non si limitarono al sol levante.

Nel 1983 la Ford Motor Company assunse Deming perché tenesse una serie di seminari di management. Tra i partecipanti c’era Donald Petersen, che sarebbe poi diventato presidente della Ford e che mise in pratica i princìpi di Deming in tutta l’azienda. Petersen decise: “Abbiamo bisogno di quest’uomo per cambiare la nostra azienda”. A quel tempo la Ford perdeva miliardi di dollari all’anno. Deming, una volta assunto, cambiò il loro atteggiamento occidentale che li induceva a chiedersi “come possiamo aumentare il volume di affari e ridurre i costi?” in “come possiamo migliorare la qualità dei nostri prodotti e farlo in modo che a lungo termine la qualità non costi di più?” La Ford si riorganizzò e fece della qualità il suo obiettivo primario (come dice lo slogan: “La qualità è il princìpio numero uno”) e, mettendo in pratica tutti gli insegnamenti di Deming, nel giro di quattro anni passò da un deficit spaventoso alla posizione di maggiore industria degli Stati Uniti con sei miliardi di dollari di utile! (Tratto dal libro di Anthony)

Queste cose possono essere conosciute in Italia dal 1992 attraverso i libri di Anthony. E’ vero che nelle librerie universitarie ci sono agli indici i libri di inglese di Deming, ma pensate veramente che questi insegnamenti siano in qualche modo conosciuti a livello globale e culturale in Italia? Nemmeno per sogno.
In Giappone addirittura, quando si parla di affari o di rapporti umani, esiste una parola “KAIZEN”, formata da “KAI” (cambiamento) e “ZEN” (meglio), che tradotto letteralmente significa “Miglioramento Costante” e riassume i concetti insegnati da Deming. Tutte le imprese multinazionali giapponesi si basano sul principio del miglioramento graduale, fatto di piccoli, semplici e quotidiani miglioramenti del KAIZEN. Tant’è che c’è un detto giapponese che recita più o meno così:

Se un uomo non s’è fatto vedere per tre giorni, quanto torna i suoi amici devono guardarlo bene per scoprire che cambiamenti ha fatto.”

Evitando le storture dell’iper lavoro giapponese, e delle possibili alienazioni di un sistema sempre più accelerato, a mio avviso sono 2 aspetti fondamentali che possiamo imparare dagli insegnamenti di Deming, dal Kaizen e dall’esempio giapponese, da Anthony Robbins che li ha messi in pratica su se stesso applicandoli alla PNL (programmazione neuro linguistica) e alla scienza delle neuro-associazioni.

1. Detto dalle stesse parole di Anthony “Quando creiamo una parola, le diamo un significato in codice e creiamo un modo di pensare. Le parole che usiamo costituiscono il tessuto di come pensiamo e influiscono anche sulle nostre decisioni”.
Concetto che ho già ampliamente espresso nel mio articolo relativo all’Energismo.

2. Come insegnano Watzlavitck e Nardone (nel suo libro Psicosoluzioni), i piccoli e quotidiani cambiamenti ci sembrano semplici, di facile portata e immediati da eseguire, generano un effetto Butterfly, oppure semplicemente un effetto valanga.

Quindi per prima cosa serve avere chiarezza di idee (vedi gli insegnamenti di Deming, Anthony, Nardone, Watzlavitck ed altri), ma soprattutto serve avere una parola che riassume tutti questi insegnamenti e ci permette di attingervi in un istante con la sola evocazione della parola stessa. E in questi insegnamenti ci deve essere ben chiaro il concetto del enorme vantaggio e facilità dei piccoli cambiamenti.
Questo crea, esercitato da una grande moltitudine di persone, da una nazione (basterebbe incominciare dalle scuole), una grandissima rivoluzione di pensiero, di costume, di etica, di lavoro, di benessere.

Questa parola non esiste in Italiano, nemmeno in Inglese, tant’è che Anthony nel suo libro ne propone una, anche i traduttori del libro di Anthony ne propongono una in italiano COCOMI che vorrebbe dire COstante COntinuo MIglioramento.
Mi diverto spesso con i neologismi, e credo che questo neologismo sia privo delle caratteristiche necessarie per la sua diffusione.
Credo che questa parola manchi nella nostra lingua, anche perchè ne mancano per prima cosa chiari e diffusi i fondamenti.

Se dico Tangentopoli, tutti sanno a cosa mi riferisco, al periodo storico, agli autori, ed in parte ai fatti, questo granzie alla grande risonanza mediatica. Se dico COCOMI o KAIZEN forse nemmeno 1% della popolazione italiana sa di cosa sto parlando. Pertanto come da me proposto nel caso dell’Energismo, credo ci sia bisogno di una parola più vicina alle sonorità dell’italiano come ad esempio MIGLIORISMO. Parola già usata pessimamente da una finta sinistra italiana, in questo caso troverebbe un giusto riscatto. Trovo pertanto davvero interessante cercare di strappare questa parola via da quel appropriamento infelice, per dargli un nuovo collocamento e significato. Perché sia la radice MIGLIORARE e il suffisso ISMO evocherebbero nell’immaginifico collettivo italiano qualcosa legato a un movimento di pensiero e a dei princìpi di miglioramento personale (e non politici). Inoltre a livello comunicativo se dico le parole Capitalismo, Comunismo, Liberismo, Pacifismo, Femminismo, Impressionismo, Futurismo, attraverso la scolarizzazione o attraverso i media i concetti di base anche se in maniera mooolto larga si sono diffusi. Per questo credo che invece dell’acronimo COCOMI, in Italia funzionerebbe meglio MIGLIORISMO, tolto dal significato politico e usato come significato di miglioramento costante, continuo, personale.