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Da alcuni mesi vivo in Slovenia e seguo con interesse radio Capodistria. Da vari giorni sento trasmissioni e interviste di professori di scuole italiane in Slovenia e in Albania (a Tirana) che si lamentano di come l’insegnamento dell’italiano stia perdendo di interesse sia a livello politico che della popolazione (genitori interessati a mandare i propri figli nelle scuole italiane). Un’altra lamentela è relativa alla continua riduzione di fondi e scarsi aiuti che arrivano dall’Italia.  Questo è l’inevitabile riflesso dell’incapacità del popolo italiano di rinnovare la propria classe politica e dirigenziale e quindi incapace di esportare la propria ricchezza e influenza culturale nei paesi confinanti.

La recessione dell’Italia non è solo economica ma soprattutto culturale a causa della forte e continua obsolescenza del quadro dirigenziale e politico italiano. Tanto per fare un esempio, quello che ha portato la Spagna a superarci è stata la capacità del popolo e quindi della cultura spagnola di portare al potere negli ultimi decenni persone giovanissime, intorno ai 40 anni, che hanno saputo innovare, rinnovare, osare. Il risultato è che la Spagna attrae giovani, studenti e lavoratori, da varie parti del mondo; mentre la classe dirigente Italiana è una delle più vecchie d’Europa.

Tuttavia un termometro della ricchezza culturale italiana lo si può vedere dalla continua e veloce crescita delle voci in lingua italiana rispetto alle altre lingue su wikipedia.org. Nonostante l’Italia, da una indagine Istat, sia appena diciottesima in Europa per diffusione di Internet!
Come si spiega questo?
A mio avviso rispecchia l’utilizzo di internet che è concentrato sulle fasce di età che tradizionalmente utilizzano di più internet in italia: soprattutto uomini 25-45 anni (che sono quasi metà del totale degli internauti italiani), mentre risulta molto ridotta l’utilizzo da parte degli anziani di internet, quegli anziani che ci governano, fanno impresa, banche e finanza in Italia.

Tanto per fare alcuni esempi:

Giorgio Napolitano | 83 anni (del 1925)
Presidente della Repubblica

Silvio Berlusconi | 72 anni (del 1936)
presidente del Consiglio dei ministri

Franco Marini  | 75 anni (del 1933)
Presidente del Senato

Cesare Geronzi | 73 anni (del 1935)
il presidente di Mediobanca

Piero Gnudi | 70 anni (del 1938)
Presidente della società Enel

Fedele Confalonieri | 71 anni (del 1937)
Presidente di Mediaset

Claudio Petruccioli | 67 anni (del 1941)
Presidente del consiglio d’amministrazione della RAI

Un fermento giovanile culturale in Italia esiste ma non riesce ad emergere come quadro dirigente e politico italiano.

Anche questo sicuramente è uno dei motivi per i quali 1 giovane su 3 in Italia, da un sondaggio, vuole andarsene dall’Italia per andare a vivere all’estero.