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orologioIeri su facebook sono diventato fan di 5 minuti e arrivo! (in realtà sono ancora in mutande!!!)

Prendo spunto di questo per riflettere un attimo sulla percezione del tempo e di come questa sia in continua evoluzione.
Personalmente penso che i puntuali siano i veri smemorati storici, ma puntuali. Smemorati perchè dimenticano com’era l’uomo prima e come si viveva.
Nessuno di noi ha deciso di vivere in questo tempo, ma quello che succede alla maggior parte delle persone è che non hanno nemmeno deciso di vivere a questa velocità. E ancora più difficile è accettare che altre persone possano vivere a velocità differenti.
Velocità, è il tema portante degli ultimi 100 anni, nell’arte italiana espressa benissimo nel futurismo.
Mi chiedo se davvero la meccanica stia scandendo il tempo all’uomo?
Penso sia bene ricordare un po’ della storia dell’uomo. Senza dover andare troppo indietro nel tempo, i nostri trisnonni, non avevano la concezione del MINUTO. Al massimo dove c’erano i campanili sapevano i quarti d’ora o le mezze ore. Andando un po’ più nel passato, nei tribunali venivano chiamati a testimoniare gli amici o i conoscenti degli imputati per definirne l’età quando non potevano esibire certificato di nascita. Le persone 100, 200 anni fa spesso non sapevano nemmeno con esattezza qual’era la loro età. Vivevano seguendo le stagioni della natura e della vita, altro che minuti.
Personalmente penso che l’orologio sia una grande, grandissima conquista tecnologica e scientifica, ma per troppi diventa una vera prigione.
Nietzsche ci aveva già messo in guardia quando parlava dell’Uomo Orologio.