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Il 13 Novembre scrivo:

Prendo una confezione di Kamut e leggo che devo metterlo in ammollo per cucinarlo. Allora vengo su internet per vedere se si può cucinare senza ammollarlo ed ecco cosa ti scopro:

Su wikipedia italia dicono del Kamut che:

Kamut® è un marchio registrato della società americana Kamut International che designa una varietà di grano duro. La denominazione ufficiale della cultivar è QK-77. Stando al marketing dei detentori del marchio, la varietà deriverebbe dall’Egitto. Il nome deriva da Ka’ moet che, nella lingua egizia antica, significava “anima della terra”.

Marchio registrato? Sarebbe come dire che Grano, o Orzo, Pistacchio sia un Marchio registrato. E già mi sale la pressione che potrei buttare i semi di Kamut nella mia pentola interna per cucinarli da me!

Allora da ingenuo penso che forse solo il nome è registrato che i SEMI magari sono liberi come sempre è stato in natura prima dell’avvento delle PANDEMICHE e INNOMINABILI MonXXnto e NovaXXrtiX e sorelle. Così continuo la lettura su wiki e alla voce Coltivazione leggo:

Il kamut viene coltivato con metodo biologico sotto licenza della Kamut International, esclusivamente nelle grandi pianure semi aride del Montana, dell’Alberta e del Saskatchewan. Solo queste regioni vengono al momento ritenute adatte dall’azienda, anche se questa non esclude un’espansione in altri continenti. Prove di coltivazione svoltesi in EgittoArgentina sono state abbandonate a causa di difficoltà logistiche. In Europa, la Sicilia e la Puglia vengono indicate come le regioni a più alto potenziale.

Coltivato sotto licenza??? Cosa vuol dire me lo spiegate?
Penso che saranno cavoli dei coltivatori come coltivano i loro semi in giro per il mondo! O no?

[…omiss.] Il 13 Gennaio mi risponde
Marco Rusconi, Direttore regionale Italia e Spagna della Kamut Enterprises of Europe bvba:

Egregio Signor Pilolli,
solo per fare un poco di chiarezza:
KAMUT è un marchio commerciale registrato che Kamut International appone sulle derrate di grano Khorasan (Triticum turgidum turanicum spp.) che ogni anno circa 450 agricoltori aderenti al progetto coltivano in Canada e Stati Uniti al momento. Gli agricoltori sono liberi di aderire al progetto di coltivazione se lo fanno firmano una licenza che li configura come produttori accreditati.

La coltivazione del grano Khorasan (Triticum turgidum turanicum) è libera in tutto il mondo e tutti possono produrre trasformati di grano Khorasan. I trasformatori che credono nella filiera commerciale del marchio registrato Kamut sono licenziatari di primo e secondo livello per l’utilizzazione gratuita del marchio.
Il marchio commerciale Kamut vuole essere una garanzia di qualità per preservare le caratteristiche di questo particolare cereale che continua a mantenere in se una eccellente biodiversità (non è una singola selezione varietale ma un miscuglio molteplice di razze appartenenti al genere Triticum), gran gusto e proprietà ditetiche non indifferenti.

Sempre aperti al confronto restiamo disponibili a rispondere alle sue domande curiosità ed approfondimenti

Cordiali saluti

Apprezzo sempre quando i produttori (fornitori) rispondono ai consumatori (clienti), e porgo le mie lodi al sig. Marco Rusconi per la sua risposta. Sul sito http://www.kamut.com/it/trademark.html è riportata la spiegazione  che la loro filosofia è che
“nessuno possa essere proprietario di un qualsiasi grano trovato in natura”

E che il marchio registrato KAMUT più che un contratto di licenza sembra essere un marchio di qualità. Il  contratto di licenza, recita il sito, non ha costi e chi lo sottoscrive,  lo fa impegnandosi a rispettare le specifiche di qualità.

Vi saluto con il motto: Libertà di pensiero, libertà di opinione, sempre!