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Oggi vorrei far notare che la Creatività nella comunicazione è praticamente infinita.
Se provate a pensare cosa riesce a fare l’uomo con 12 note nella musica, provate a immaginare quando le variabili sono migliaia come le parole!
Le persone che dicono di non essere Creative si vestono di una metafora depotenziante, e come ho scritto in un’altro articolo sulle cose OVVIE mai viste, mai queste si sono accorte di una cosa enormemente creativa, il loro stesso linguaggio, che è la massima espressione delle Creatività umana.
Sul piano della creatività non c’è differenza nel suonare una nota dietro l’altra improvvisando una musica, o improvvisare un discorso con un amico o una persona. O disegnare un segno dopo l’altro per raffigurare su un foglio una immagine in modo che sia comprensibile per qualcun’altro. Per il nostro cervello si tratta sempre di mettere delle cose, una dietro l’altra che esprimono dei sensi e dei concetti. Suoni e mimiche, segni che comunicano senso. Ognuno di noi quando parla pertanto è creatività allo stato puro! E tutti siamo creativi.

Pertanto a chi si definisce privo di creatività, consiglio vivamente di cambiare metafora, e ricordarsi che ha tutti gli strumenti dentro di se nel linguaggio e che usa quotidianamente.

La creatività è un muscolo.

Questa metafora è decisamente più appropriata, perché fa pensare a qualcosa da sviluppare. Se uno sta seduto in poltrona i suoi muscoli si atrofizzano e giorno dopo giorno diventano sempre più deboli. Ma se iniziamo ad allenarci, prima con una corsa leggera, poi andando sempre più distanti, poi saltando, ed infine usando il corpo come un ginnasta possiamo far raggiungere ai nostri muscoli capacità impensate, solamente attraverso l’allenamento.

Una condizione fondamentale di ogni allenamento è trovare un modo per divertirsi allenandosi, in questo modo qualsiasi allenamento anche quello relativo allo sviluppo della creatività risulterà un gioco.

C’è chi si diverti di più a giocare con la musica e chi con il linguaggio, chi con la scrittura o il disegno, o la grafica o altro.

Restando nella comunicazione, un grande giocoliere di questa creatività è sicuramente Dario Fo che ci può dare degli esempi estremi di Creatività di suoni e mimiche attraverso il Grammelot, forma giullaresca di recitazione.

Il Grammelot non è proprio una invenzione di Dario Fo, lo usavano appunto i giullari nel loro vagabondare di piazza in piazza, sfruttando parole di diverse lingue e dialetti e suoni per recitare in modo spesso grottesco. Il Grammelot è quindi uno strumento recitativo che ha tuttavia del geniale, perchè porta all’estremo la comunicazione non verbale, ovvero la recitazione mimica e quella onomatopeica (dei suoni) riuscendo comunque a farsi comprendere. E Dario Fo è sicuramente il massimo esponente contemporaneo italiano di questa forma recitativa.

Dario Fo – Bonifacio VIII ammazzafrati (Mistero buffo 1977)

Dario Fo – Gesú litiga con Bonifacio VIII (Mistero Buffo 1977)