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“Il pensiero di Vaihinger emerso nell’opera “La Filosofia del come-se” ruotò sulla costruzione che tutta la conoscenza, costituita dalle categorie e dai giudizi percettivi, è finzione, accolta e conservata solo perché utile.” Fonte Wiki

Concordo che una consistente parte della conoscenza è finzione, e accolta e conservata solo perché utile. Tuttavia se Vaihinger fosse ancora vivo (sarebbe davvero longevo) gli suggerirei un semplice esperimento: correre a tutta velocità verso un muro senza fermarsi. In termini filosofici e percettivi, e psicologici, cari Vaihinger, Korzybski, Bandler, Grinder, Watzlawich, come mi definite il rovinoso schianto contro il muro? Finzione?
O c’è qualcosa in questa definizione di incompleto, cancellato, deformato?
Infatti Watzlawich afferma che gli uomini non hanno problemi con la realtà di primo livello, cioè quella fisica, l’esempio che usa è che un bambino ed un adulto vedono il colore rosso di un semaforo allo stesso modo (tranne che per i daltonici ovviamente) tuttavia gli uomini creano molti problemi con la realtà di secondo livello: quella interpretativa, cioè il bambino potrebbe non sapere il significato che l’adulto attribuisce al colore rosso del semaforo.

Ho come l’impressione che quanto riportato su wiki sia incompleto.

Come la penso sul sistema punitivo, ne preferire uno rieducativo meritocratico.
Acqua di Rubinetto o Acqua in Bottiglia?