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Oggi sul blog di beppegrillo.it è stato postato un videotube di byoblu che su you tube racconta:

“Mediaset ha denunciato YouTube per 500 milioni di euro. Eppure le televisioni generaliste mostrano di continuo files presi dalla rete. I “nostri” files.
E non è solo MediaSet a farne manbassa. Vieni a scoprire chi altri ci saccheggia impunemente.
E’ ora di dire basta.

E’ ora di dire basta al copyright così com’è strutturato ed usato, perchè è sempre un abuso. Il Copyright non prevede nella sua logica il concetto né di “debito formativo” né di “sapere collettivo”.

Chi pretende di tassare la creatività si dimentica cos’è la creatività.
Non si può creare nulla dal nulla, e quello che creiamo oggi come ieri è sempre una riformulazione del conosciuto. Non si può tassare la conoscenza, perchè nel momento in cui un individuo si arroga il diritto di applicare una tassa alla collettività sulla conoscenza allora la collettività deve pretendere una maggiore tessa “di debito formativo”, perchè gli elementi su cui l’individuo ha attinto per creare sono stati forniti dalla colletività (attraverso la formazione e la conoscenza di pubblico dominio) e dal passato.

Se io compro una macchina quando la uso ce l’ho, ci porto in giro delle persone, la mostro, mi ci faccio bello dentro, non pago di volta in volta diritti d’autore e d’ingegno, nemmeno quando la vendo!!
Ma se compro un disco e lo ascolto in pubblico allora devo pagare dei diritti, anche se mostro un video o in pubblico. Eppure se faccio una vasca nella via principale con la mia macchina la mostro in pubblico, perchè non pago nessun diritto per quello che mostro? Sarà ben più difficile e ingegnoso costruire una macchina che cantare una canzonetta o girare un video? Quando indosso un abito firmato faccio la mia bella porca figura, ma se vado in centro non pago nessun copyright, nemmeno se decido di venderlo!!

E’ ora di smetterla con questa ipocrisia, e con questo furto colossale ai soli danni della collettività. Va ricostituita una misura che deve essere chiara e uguale per tutte le situazioni di ingegno, non per alcune si e altre no e soprattutto vanno considerati innanzi tutto il concetto di “creatività” (come ben spiegato da Henri Poincaré) di “debito formativo” e di conoscenza collettiva”. Su questi elementi si può iniziare a ragionare seriamente su cos’è il diritto d’ingegno e il copyright e come dovrebbero funzionare ed essere applicati. La prima ad essere tutelata deve essere la collettività, non il singolo, perchè il singolo nato in una stanza vuota, senza stimoli, senza insegnamento, senza storia, senza gli altri sarebbe semplicemente un vegetale per nulla creativo!