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Siete mai andati in montagna, per sentieri, senza conoscere il territorio e senza una cartina?
Magari spinti da un amico o una amica che vi ha consigliato di salire verso un rifugio (obiettivo/meta) ma del quale non ricordava bene la strada. Se l’avete fatto forse vi sarete accorti che avete impiegato molto più tempo del necessario per raggiungere la meta. Nonostante l’esistenza di un sentiero e di segnali lungo il percorso! Lo stesso vale se invece del rifugio poniamo come esempio la ricerca di un locale o ristorante di cui non conosciamo bene la posizione geografica e la strada, o la ricerca di un affare, di un lavoro, o di un nuovo mercato o come raggiungere ciò che si desidera.

Una persona a me cara mi disse che è importante in quei casi anche sviluppare l’orientamento. Certo se l’obiettivo è quello appunto di sviluppare l’orientamento e si ha il tempo per farlo. Gli esploratori in genere erano attrezzati per dormire fuori lungo il percorso. Considerando anche il fatto che se una persona decide di sviluppare l’orientamento è meglio che si legga prima un po’ di nozioni su come orientarsi in natura e in montagna senza dover riscoprire quello che migliaia di generazioni ci hanno tramandato, come i punti cardinali, sapersi orientare col sole, le stelle ecc.
Ma questo appunto ci devia dall’obiettivo iniziale, raggiungere il rifugio, magari mangiare una buona pietanza calda, sorseggiare un po’ di buon te o vino, un dolcetto per gradire e tornare alla macchina prima che ci colga il buio.

Ecco che l’esperienza di chi ci ha preceduto ci permette attraverso le informazioni che ci hanno tramandato di avere a disposizione strumenti come: sentiero, segnaletica e cartine, e attrezzatura adeguata, come gli scarponi da montagna per raggiungere la meta attraverso la strada  più comoda, o più breve; attraverso dei riferimenti controllabili come la segnaletica.

Per quanto questo risulti ovvio per una esperienza come il raggiungimento di un rifugio in montagna, questo modello invece stranamente spesso viene dimenticato quado la meta è il raggiungimento dei propri obiettivi e desideri, siano essi lavorativi, artistici, sportivi, culturali o sentimentali.

Mentre tutti sono d’accordo che è uno spreco di tempo ed energie andare da Milano a Roma passando per Venezia e Bari, e che conviene seguire la cartina a la strada che altri hanno costruito per noi, non è altrettanto ovvio che apprendere da chi ci ha preceduto, da chi ha già fatto la strada, il percorco che vogliamo intraprendere sia la strategia migliore per raggiungere prima la meta che ci siamo prefissi.

Mi è capitato spesso vedere persone intraprendere dei lavori improvvisandosi dall’oggi al domani, senza attrezzarsi degli strumenti e delle informazioni necessarie.

La storia ed il Sun Tzu insegnano che: Se conosci te stesso e conosci il territorio ed i tuoi avversari le tue probabilità di vittoria sono massime. Ma se non conosci anche solo una di queste 3 variabili le tue probabilità di vittoria o sono minime o nulle.