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Diciassette, 17, per qualcuno è un numero che porta sfortuna. Ovvero lo è a chi crede nelle sfortuna.
Bhe potremmo anche fermarci un attimo a riflettere che le cose a cui crediamo potremmo anche decidere di sceglierle. In fin dei conti facciamo così tante decisioni nella vita che una più potrebbe anche tornarci utile. Allora proviamo a pensare un attimo che le cose a cui crediamo le possiamo scegliere, tanto vale scegliere quelle che ci convengono di più. In tal caso per prima cosa io eliminerei la sfortuna ;-).
Ma giusto per fare il pignolo che è una parte che mi piace assai, quelli che si soffermano a pensare a venerdì 17, come giorno porta sfiga, al posto diciassette nell’albergo o nell’aereo, facendosi suggestionare, si sono mai chiesti quanti 17 ci sono in giorno?

Ma quanti diciassette abbiamo in 1 giorno?

17 sono le ore (le 5 del pomeriggio :-p)
17 sono i minuti, quindi abbiamo 24 volte al giorno 17 minuti.
17 sono anche i secondi e abbiamo 1440 volte al giorno che compare 17 secondi.
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TOTALE = 1465 volte compare il 17 solo nell’orologio di ognuno!
Se poi aggiungiamo che i giorni sono 365 abbiamo 534.725 volte compare il 17 nell’orologio ogni anno!
Senza contare quando compare nei giorni, negli indirizzi, nei soldi, nei conti da pagare, nei contatori della luce, e in qualsiasi cosa sia quantificata con un numero!

Wow un potenziale di quantità di sfiga notevole :-DDD.

Ma da dove ha origine questa follia collettiva del 17? Questo meme inutilmente radicato nella società?
Sembra purtroppo che sia un eredità antica dell’impero Romano. Sembra che per i romani il numero diciassette XVII suonasse nella loro lingua come “vissuto”, che poteva avere come senso: “morto” e pertanto poteva far pensare alla morte, e quindi cosa da evitare.

Eppure 17 non lo leggiamo più in ROMANO, ma in italiano o in inglese che si pronuncia seventeen, o in altre 100 lingue in 100 modi diversi. Eppure questa superstizione ha passato il tempo e le traduzioni.
Tuttavia basterebbe questa evidenza a farci capire che il NOME MAI E’ LA COSA IN SE. (Anche se purtroppo a scuola non lo insegnano ancora).
Cane non è il CANE, perchè altre lingue lo chiamano diversamente, DOG per esempio in inglese, e CANE non si chiama se stesso CANE.
Come nemmeno 17 vuol dire nientaltro che una diciassettesima parte di un qualcosa, e che il senso che gli diamo è sempre qualcosa di soggettivamente nostro e MAI della COSA IN SE.
O come dicono in PNL con una metafora: La Mappa Non è il Territorio.

Good moooorning Italia superstiziosa! 😉